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Strofe dell'alluvione vegetale

"Sarebbe stato meglio:

un qui e altrove senza uomini,

un'alba di felci sui tavolati di marea

e pochi poeti per ogni territorio" 

 

FRANCESCO BENOZZO CANDIDATO AL NOBEL PER LA LETTERATURA

 

La candidatura  (dal 2015) è stata proposta dal PEN Club International spagnolo e si riferisce alla concezione della poesia come attività performativa e non solo scritta, e all'attenzione rivolta alle espressioni poetico-artistiche delle comunità senza scrittura

Articolo sul "Corriere della Sera" Bologna

Secondo articolo sul "Corriere della Sera" Bologna

Articolo sulla "Gazzetta di Modena"

 

Articolo su "Il Resto del Carlino"

Articolo sulla rivista svedese "Författaren", organo ufficiale degli scrittori svedesi

Articolo sul quinto anno di candidatura al Nobel,  "Corriere della Sera" Bologna

L'annuncio della nomination in lingua inglese

Articolo sui candidati italiani al Nobel

Intervista su "Stanze di carta"

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Rara, spoglia, liquefatta, violacea
discordante, segreta, incompatibile
macchiata da rigagnoli ferrosi
d’alba, di selva, di palude, di lontano
rara, violacea alluvione vegetale
qui a lato dei miei passi – strati di neve –
parlo nell’aria, accenno, mi copro d’azzurro
niente può più turbare questo disordine
senza passato, senza soglie di attesa

 

Onirico geologico

 

 

L’unica cosa che so è la poesia:
grandinata inattesa che devasta
mattanza di balene – mare rosso –
sillabe-fiocine per spiaggiare l’abitudine
felci in rivolta alle frontiere dei villaggi.

 

Felci in rivolta