"[...] La scrittura saggistica di Benozzo è in realtà prosa letteraria, e la lettura del suo libro assomiglia più a un racconto che a un saggio d’interpretazione o all’ennesima biografia della rockstar. Si potrebbe quasi dire che in questo libro Benozzo «si nasconda» volutamente. [...] Parlando di Bowie, insomma, forse Benozzo interpreta se stesso nascondendosi, e cioè offrendo spunti che, come in uno specchio, illuminano proprio qualcosa che riguarda la propria poesia [...]"

EUGENIO SANTOLI, "Graphomania", novembre 2017 

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"[...] Francesco Benozzo, a great modern Italian poet who prefers to work in the medium of oral poetry and who was consecrated by the international readers' jury as the most worthy author for the prize itself on the official webpage of the Swedish Academy [...]"

R.A. SIMMONS, World Literature Forum, marzo 2017 

 

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"Ricordate di portare con voi un libro di Francesco Benozzo  
se siete diretti alla ghigliottina"

SARAH TARDINO, IrisNews, marzo 2017 

 

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"Benozzo è dicitore profondo, sensibile al paesaggio, capace di descrivere ed evocare una molteplicità di luoghi, di cui disvela la sacralità, attingendo al suo taccuino di incrollabile viaggiatore..."
"Ancora una volta un disco di enorme espressività, da un autore ostinatamente al di fuori del coro..."
 

CIRO DE ROSA , BlogFoolk, 5 gennaio 2017  / Recensione a LInverno necessario

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"la monografia Carducci, scritta con passione coinvolgente da Francesco Benozzo per la collana Sestante dell’editore Salerno, si rivela un testo esemplare, quasi emblematico..."
"uno scavo filologico scritto con scrupolosa, netodica irriverenza..."
 

MATTEO DI GESU' , Il sole 24 ore, 14 agosto 2016  / Recensione a Carducci

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"...L’inverno necessario è un album bellissimo dove non si sa mai – annoso problema, ma che qui si ripropone a un livello manifesto – dove finisce la poesia e dove comincia la canzone, o se c’è mai stata una distanza tra i due modi espressivi..."
 

ALDO MISSIROLI, GRAPHOMANIA, FEBBRAIO 2016  / Recensione a L'inverno necessario

 

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"...con Felci in rivolta siamo in presenza di una poesia reduce da una lotta di trincea, una lotta interiore, una lotta contro il tempo mondano che è acronico al tempo poetico. Perché quello che vuole la grande poesia è sempre solo la lotta suprema contro l’immanenza, la battaglia di Orfeo con la sua misera cetra che sfida gli inferi..."
 

SARAH TARDINO, IL CUBO, AUTUNNO 2015  / Recensione a Felci in rivolta

 

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"... la sua poesia non scende a compromessi di tipo sociale e stilistico e rivendica una propria congenita violenza, paragonando se stessa alle fiocine dei balenieri che insanguinano il mare, per spiaggiare le abitudini e i luoghi comuni..."

DAVIDE MELDOLESI, GRAPHOMANIA, NOVEMBRE 2015 / Recensione a Felci in rivolta

 

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"...Benozzo, come una specie di sciamano contemporaneo, si pone in un ascolto reale e fisico dei paesaggi e diventa, tramite la parola poetica, un intermediario tra le vite segrete e a volte invisibili dei luoghi e quelle dei suoi ascoltatori o lettori...”​

LUIGIA SORRENTINO, RAINEWS, LUGLIO 2014 / Recensione a Onirico geologico
 

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"...raramente si sente un poeta descrittivo come Benozzo; sembra quasi un tipo di haiku, in cui si descrive un’immagine, ma con una tradizione letteraria occidentale. Il tema principale è la terra e tutte le sue derivazioni. Il rapporto che ha il poeta con il paesaggio è sacro-magico... Poesie che stupiscono dalla semplicità e dalla bellezza. Lo scheletro fonetico è povero: sembrano quasi canzoni senza musica. Nella lettura sembra un discorso. Il lessico è ricercato filologicamente, evocativo..."

ELVIO CECI, ELVIOCECI.NET , OTTOBRE 2014 / Recensione a Onirico geologico
 

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"...La specificità e originalità del libro è insita in una serie di provocazioni, in dichiarazioni di intenti e rivendicazioni che mettono in crisi l’edificio marmoreo, il nitore cristallino e algido, di quelle scienze filologiche che Benozzo vuole scardinare, a favore di un nuovo e ulteriore umanesimo che si pone oltre i quattro umanesimi proposti da Lévi-Strauss..."

ANDREA PIRAS, ERREFFE. LA RICERCA FOLKLORICA, DICEMBRE 2010 / Recensione a Etnofilologia

 

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"...Francesco è un artista maturo, arpeggia con sicurezza e non ha paura di confrontarsi vocalmente con una cantante del calibro di Maddalena Scagnelli, sconfina dai territori più cari per parlare di emigrazione ed è a tratti quasi romantico quando innesta liriche del nord alla musica del sud Italia. Per una volta lascia le ombrose profondità cui ci aveva abituati per offrirci un ampio e solido lavoro che entra a pieno titolo nel catalogo del folk nostrano e internazionale..."

GIGI MARINONI, FOLK BULLETIN, OTTOBRE 2010 / Recensione a Terracqueo

 

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"...Il s’agit en somme, d’un travail de recherche au sens propre du terme ; un travail novateur, stimulant, qui repose sur des compétences multiples et stratifiées, dont l’auteur tire profit de façon admirable. Un travail destiné – on n’en doute pas – à susciter bien de réactions, de discussions et de critiques, bref, à faire véritablement avancer la recherche..."

MATTIA CAVAGNA, CAHIERS DE RECHERCHES MÉDIÉVALES, LUGLIO 2008 / Recensione a La tradizione smarrita
 

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"...Benozzo è poeta di profondità e scrittore di immagini, storico sensibile spesso più attento al paesaggio che alla sua componente umana: a lui piace accompagnarci tra le brume del tempo, in cui la poesia fa da vela in viaggi immoti, come se quel che siamo stati fosse davvero parte di quel che siamo diventati..."

GIGI MARINONI, FOLK BULLETIN, GIUGNO 2007 / Recensione a Francesco Benozzo live a Verona

 

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"...On In'tla Piöla, poet Francesco Benozzo and his collaborators combine Celtic and Italian poetry and sounds into a stunning and unique album that is like nothing I've ever heard before.This is a quiet and introverted album, and its sheer beauty overwhelmed me..."

AMANDA FISHER, RAMBLES, DICEMBRE 2001  / Recensione a In'tla Piöla

 

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© 2019 by FRANCESCO BENOZZO